Cyberbullismo, l'epidemia non ha fermato i soprusi dal Corriere del Trentino (Federica Giobbe)


15 Apr

TRENTO:

«Il fenomeno del cyberbullismo è in aumento anche nella nostra regione: nemmeno l’epidemia globale in corso riesce a frenare la voglia di denigrazione e soprusi tra giovani».

Parole forti quelle dettate dal cuore di Giuseppe Di Lorenzo, presidente dell’associazione contro il bullismo e cyberbullismo Trentino Vivo, attiva da diversi anni. 

«In tutta Italia ci arrivano segnalazioni, in concomitanza con i canali di polizia postale, di fenomeni di bullismo online, anche durante le lezioni telematiche con i docenti, dove vengono postate live, durante le videolezioni, immagini di violenza, pornografiche o di derisione di compagni».

Lazio, Lombardia e Campania sono le regioni più colpite. 

In Trentino la situazione per fortuna non è così grave ma più contenuta, anche se permangono le attivazioni di chat private tra studenti, dove vengono fatte vessazioni  Online.

Corre sulla rete la violenza che coinvolge i giovani anche del Trentino abusi su soggetti bullizzati quotidianamente in ambito scolastico, e dove il bullismo si sta sviluppando in forme di cyberbullusmo, soprattutto su snapchat, un’applicazione multimediale per smartphone e tablet che sta spopolando tra i ragazzi. 

«Queste chat so no un veicolo immediato e veloce di istigazione alla violenza psicologica e fanno sì che la vittima sia oscurata sia a livello sociale che telematico» prosegue Di Lorenzo. 

«Paradossalmente, questo periodo di isolamento sociale è tremendo per chi è vittima di bullismo, perché l’unico canale utilizzabile per fare violenza è quello web, con conseguenze altrettanto devastanti. 

Vi sono anche delle fasce orarie tipiche dove si consumano le violenze sulle vittime, in quanto le piattafor- me per svolgere le video lezioni hanno degli orari di collegamento coordinati con i docenti, e in queste piattaforme web esistono delle chat private tra compagni di scuola. 

È lì, in quelle stanze silenziose, che si consuma online lo scherno che sfocia in abuso». 

La polizia postale di Trento sta lavorando in equipe con le forze dell’ordine regionali per poter contenere il più possibile questo fenomeno, anche se molte di queste chat vengono cancellate e distrutte dalle stesse vittime, divenendo ancor più complesso dimostrare l’abuso. 

Unica nota positiva arriva dai genitori dei ragazzi di elementari e medie, che notando un cambiamento di atteggiamento dei propri figli in tempo di allontanamento dall’ambiente scolastico a causa dell’emergenza sanitaria ne parlano in famiglia. 

Cosa differente accade per gli adolescenti che, chiusi nelle loro camere a studiare o svolgere i compiti, continuano ad essere «massacrati in silenzio»

La vergogna e la paura sono complici di queste situazioni off limits. 

Giuseppe Di Lorenzo fà un appello ai ragazzi trentini E NON, vittime di bullismo, dicendo che...

«anche se dietro uno schermo, noi siamo sempre presenti sul web come associazione, per chiunque abbia bisogno o voglia di parlare, soprattutto in tempo di coronavirus». 


Federica Giobbe 




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