Inclusione, difficoltà di apprendimento, immigrazione, bullismo, cyberbullismo, selfie pericolosi, dipendenze…


07 Dec

Mi chiamo Cinzia Capitanio, sono nata e vivo a Vicenza. 

Sono mamma di tre figli che ora stanno attraversando l’età adolescenziale. 

Da più di vent’anni insegno nella scuola primaria e, anche a causa del complesso contesto socio-culturale in cui lavoro, ho approfondito (e continuo a farlo) le tematiche “urgenti” della società d’oggi: inclusione, difficoltà di apprendimento, immigrazione, bullismo, cyberbullismo, selfie pericolosi, dipendenze…

I libri sono da sempre la mia grande passione: trovo che la lettura sia un mezzo meraviglioso per viaggiare con la fantasia, sognare, ridere, ma anche per pensare e riflettere. 

Così, dopo aver vissuto a lungo in mezzo a storie lette, narrate e ascoltate, ho sentito il bisogno di cominciare a scrivere quelle che sentivo galleggiare nella mia testa. Ho pubblicato con varie case editrici (Gruppo Raffaello Editore, Piemme, Einaudi, Tredieci, Il Ciliegio…) e ho partecipato a dei premi letterari. 

In maggio, il racconto “Sulle ali del falco”, letto e votato da più di 4000 bambini e ragazzi, ha vinto il Premio dei Giovani Lettori “SCEGLILIBRO”, promosso proprio in Trentino dalle Biblioteche pubbliche: un’esperienza meravigliosa che non dimenticherò per la ricchezza che ho colto nei commenti di chi, per molti mesi, mi ha scritto per discutere con me della storia, per scambiare opinioni (anche negative) e per mettere in luce le proprie riflessioni.

I bambini e i ragazzi di oggi sono molto attratti dalle nuove tecnologie. 

Gli schermi luminosi di tablet e smartphone catalizzano l’attenzione, catturano le emozioni e, spesso, le cristallizzano, impedendo lo sviluppo di un pensiero critico. I libri non sono così. I libri costringono a immaginare, a costruire il mondo che l’autore ha creato per i lettori, a entrare nella storia per seguirne l’avvicendarsi. Le emozioni non si estinguono con i titoli di coda o la fine di un video. Perdurano nel tempo e portano a immaginare altri scenari e possibili sviluppi perché chi legge è il vero regista della storia contenuta in un libro.

Ecco perché scrivo libri.

Sono un ponte verso bambini e ragazzi, un modo per comunicare con loro perché tornino a impadronirsi di nuovo della loro fantasia, della loro capacità di esprimere idee, di vedere le cose da punti di vista diversi… proprio come accade a Maia e a Thomas, i due giovani protagonisti di “La memoria dell’anima”.

Alla base dei fenomeni del bullismo, del cyberbullismo e dei selfie pericolosi ci sono le emozioni. Emozioni talvolta inespresse, soffocate o incontrollate perché confrontarsi con il dolore o vivere una violenza (fisica o verbale che sia) non è un’esperienza facile. Gli adulti, anche se oggi c’è una grande sensibilizzazione sull’argomento, non sempre sono attrezzati per cogliere i segnali di disagio e i campanelli di allarme.

 Per questo bisogna continuare a parlare di questi fenomeni per spiegare ai giovani che non siamo isole in mezzo all’oceano, che dobbiamo interagire con gli altri e che abbiamo il dovere e la responsabilità di farlo nel modo giusto.

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